Królewski flis na Wiśle

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Królewski flis na Wiśle

Obbiettivo: ricostruire più fedelmente possibile all’originale la storica arteria centrale di trasporto “risma”, situata in Polonia.

Il secondo obbiettivo della navigazione è girare un documentario sui vari aspetti della vita e della storia del Fiume.

Tenere una risma, significa un albero, o portare le chiatte  dal Vistola a Danzica, significa portare al palo

 

 

“Abbiamo deciso che la navigazione su e giù per i fiumi del nostro regno, con qualunque tipo di mercanzia, sarà libera a tutte le persone di qualunque estrazione sociale; proibiamo inoltre di ostacolare tale navigazione e di imporvi tasse” Il Re Jan Olbracht JGM 1496

La risma esiste “da sempre”, fino alla fine del XIX secolo, e fu conclusa con lo sviluppo delle ferrovie. Il commercio d’oro iniziò nel 1447, quando il Parlamento, riunito a Piotrków, approvò una legge sulla libera navigazione del fiume Vistola.

In quei tempi il Vistola era situato prevalentemente nei territori della Repubblica Polacca, la sua parte iniziale era in Silesia ed era economicamente dipendente dalla Polonia. L’esempio più significativo è la carriera della famiglia di Copernico (l’astronomo proveniente proprio dalla Silesia): il commercio del rame. Per motivi legati a questo lavoro il padre dell’astronomo si stabilì vicino al Vistola, a Cracovia, dove il commercio era più redditizio. Nel 1454 si recò per motivi commerciali a Danzica, utilizzando il Vistola come via per arrivarci. Quando vide le possibilità che il fiume offriva, decise di stabilirsi a Toruń, un’importante porto navale per quanto riguardava i trasporti. Il desiderato trattato di pace era stato firmato a Toruń nel 1466, e connetteva la banca situata nella parte bassa del fiume e Danzica con la Polonia. Il commercio di conseguenza cominciò a svilupparsi.

Fu in queste condizioni che nacque Nicolò Copernico (1473). Cominciò I suoi studi nella scuola di Królewiec, ma successivamente navigò attraverso il fiume per andare a studiare a Cracovia. Nel 1510 si stabilì a Frombork, vicino all’insenatura del Vistola. Questo esempio illustra chiaramente la migrazione e l’importanza che il Vistola ebbe nella storia della Polonia. Durante la vita di Copernico l’esportazione di cereali attraverso il fiume era aumentata da 5573 łaszt (questa era la valuta del tempo) nel 1491 a 10 000 łaszt nel 1539. Vent’anni dopo la morte dell’astronomo l’esportazione aveva raggiunto i 66 007 łaszt.

Fu il Vistola  che creò la necessità di una riforma della valuta, realizzata nel 1528, per unificare la moneta nei commerci con la Prussia Reale dopo il Tributo Feudale.
Per le necessità create da questa riforma, Copernico, che a quel tempo era membro del parlamento prusso, creò la teoria della peggior valuta. Gli scambi sul fiume Vistola sono stati agevolmente serviti da una rete di case-banca, la quale prosperò grazie al commercio, come prosperarono d’altra parte i commercianti che trasportavano il frumento ed i proprietari terrieri.

Il potente regno doveva avere una diplomazia efficiente, e questa non sarebbe potuta esistere senza un efficiente servizio postale. Il servizio postale regolare fu creato dal re Zygmunt Augusto nel 1558 per portare le lettere a Venezia, e per questa funzione il Vistola era una rotta importante. La posta della diplomazia dell’ovest Europa veniva spedita per nave prima da Cracovia, e successivamente da Varsavia, attraverso il Vistola e poi il Mar Baltico. Nel 1583 la posta regia aveva bisogno di un tempo che variava dalle due alle tre settimane per arrivare da Danzica a Londra e ad Amsterdam. Per arrivare in Spagna ci metteva invece tre mesi. Con il suo tracciato, Dantyszek, l’abile diplomatico di Zygmunt il Vecchio, manteneva stretti contatti con Erasmo di Rotterdam.

 

Vale la pena di menzionare il cosiddetto anno strategico della storia della Polonia  – il 1596 – quando il re Zygmunt II Waza trasferì la sua proprietà a Varsavia utilizzando per questo scopo il Vistola. Nei libri di storia questo avvenimento prende il nome di “trasferimento della capitale”.

 

Il più grande periodo di prosperità del fiume Vistola fu nella prima parte del XVII secolo, quando era utilizzato per la maggior parte del commercio internazionale della Repubblica Polacca, e la proporzione tra il valore delle esportazioni e quello delle importazioni a Danzica si aggirava intorno a 5:1. I cereali da soli trasportati attraverso il fiume erano 250000 korzec all’anno. L’esportazione da Danzica nel 1641 era stimata 27 674 307 penny prussi, della quale il 73,3% era costituito dal commercio di cereali. Fin tanto che c’era il commercio attraverso il Vistola, la Polonia era uno stato potente. Quando la Polonia, a causa della guerre, non fu in grado di rifornirsi di cereali attraverso il Vistola, il suo potere vacillava. Dopo il fallimento della Repubblica Polacca e la divisione del Vistola in tre parti, questo fiume perse il suo ruolo strategico nel commercio. Le parole di un barcaiolo, pronunciate nel 1877, hanno un eco di amarezza:

“Mio Dio - dice il vecchio Korson Franciszek da Siedliszowice, un umile contadino illetterato – quanto grande era quella Polonia?”

“Vai a Cracovia, e ti dicono che quella è Polonia, vai più in là a Telatyn, in Wołoń, e ti dicono che quella è Polonia, oltrepassi il fiume Bug, ed è ancora Polonia. Abbiamo navigato a lungo verso Varsavia, anch’essa parte della Polonia, e navighiamo oltre “sotto il terzo re”, e dicono che non è terminata. Mah, cosa fecero quei nobili dannati, che vendettero il paese per guadagnare alla svelta, ed ora sono caduti in miseria e vanno spesso a carità, come dobbiamo fare anche noi, che come mendicanti dobbiamo chiedere il pane, e come se fossimo in Polonia, ma avessimo bisogno di passaporti e Dio solo sa cos’altro, e, oltre a questo, nessuno in Polonia può chiedere qualcosa nella sua lingua, perchè nessuno ti darà una risposta decente (…) e se ci fossero regni polacchi, allora sarebbe tutta un’altra cosa”.

Le condizioni del commercio non furono migliorate anche a causa delle difficoltà doganali che erano create alla navigazione, difficoltà che derivavano dalla politica dei paesi le cui capitali non erano situate presso il Vistola. Solo il  commercio locale fu continuato in questo fiume.

 

Nonostante questo, le caratteristiche delle vie fluviali erano apprezzate dai polacchi; ciò è dimostrato per esempio dal fatto che il primo piroscafo lanciato in Polonia nel Vistola fu costruito dall’istituzione finanziaria centrale del Regno Polacco, nelle manifatture meccaniche di questa banca (Varsavia, 1849). Nonostante i problemi doganali, il Vistola nel XIX secolo era un fiume pieno di vita. Nel 1836 a Cracovia furono registrate 600 navi e 2500 barcaioli (Cracovia contava allora 36000 abitanti). Nel 1847  solcarono il  Vistola per andare in tutto il regno 2049 zattere e 1241 chiatte, le quali trasportavano carbon fossile, cipolle, 61400 barilotti di noci, 203615 centinaia di chili di merci importate, sciroppo di aringhe e 98141 botti di trementina, assi di legno, ceppi, 32669 pacchi da sessanta uova, legna, 144367 mattoni.  Nello stesso anno gli austriaci avevano stimato un traffico di  contrabbando nel Vistola, presso Cracovia, di 1000000 di talleri !!!. Nel 1983 12196 navi passarono vicino a Varsavia. 1713 navi andarono dal Regno alla Prussia. Vale la pena di menzionare il fatto che a quei tempi c’era una via del carbone che partiva da Myslowice con il fiume Przemsza, e poi andava attraverso il Vistola a Cracovia e oltre.

 

Quando la Polonia riconquistò l’indipendenza il generale Haller, prima del “matrimonio con il mare”, fece una proclamazione indirizzata agli abitanti della Pomerania. Scrisse “una nuova epoca si prospetta davanti a voi, un’epoca di vita nuova e di magnificenza grazie ad una nuova età dell’oro della famiglia di Zygmunts e della famiglia di Batorys, quando il Vistola ed il nostro mare diverranno nuovamente il collegamento tra la Polonia ed il mondo intero. Non si sarebbero potuti esprimere meglio il successo del nuovo stato e le possibilità della Seconda Repubblica Polacca.

 

Nel periodo tra le guerre la navigazione era gestita dalle compagnie di navigazione: la compagnia navale Śląsk-Śandomierz, che operava anche a Przemsza, la Compagnia Polacca della Navigazione “Vistola” da Cracovia, “Lord Bydgoski” e “Spółdzielnia Wisła” da Bydgoszcz e “Lloyd” da Torun. Nella Città Libera di Danzica chi deteneva il potere era il proprietario della nave Johanes Ick. Il traffico di beni più piccolo andava da Oswiecim a Cracovia (54000 tonnellate), e il più grande percorreva la rotta tra Tczew e Przegelina (537000 tonnellate). C’era tutto questo nonostante la formazione della nuova arteria di comunicazione, della quale i polacchi erano così orgogliosi da chiamarla spesso “Il Nuovo Vistola”. Si trattava di una connessione ferroviaria Silesia – Gdynia. La costruzione del “Nuovo Vistola” fu un grosso successo per il giovane stato, ma al tempo stesso segnò la fine dei trasporti fluviali attraverso il Vistola. Il successo di questo fiume passò in buone mani. Probabilmente l’ultimo trasporto strategico attraverso il Vistola fu l’utilizzo della chiatta per evacuare l’inestimabile collezione reale di arazzi che si trovava a Wawel, il 3 Settembre 1939.

 

Si può dire che il Vistola pagò il debito che aveva con la famiglia Zygmunts, la quale si era presa molta cura sia di questo fiume che del Regno.

 

 

Patronaty honorowe

 

prof. Jerzy Wyrozumski
Sekretarz Generalny PAU

prof. Dr hab. Karol Musiał
Rektor Uniwersytetu Jagiellońskiego

dr inż. Jerzy Litwin
Dyrektor Centralnego Muzeum Morskiego

prof. Andrzej Grzywacz
Prezes Polskiego Towarzystwa Leśnego

Kajetan d’ Obyrn
Prezes Zarządu Kopalni Soli w Wieliczce

dr inż. Jerzy Grela
Dyrektor RZGW w Krakowie

dr Elżbieta Marszałek
Rektor Wyższej Szkoły Ekonomiczno-Turystycznej w Szczecinie

dr hab. Piotr Krasny
Dyrektor Instytutu Historii Sztuki Uniwersytetu Jagiellońskiego